Il “ciclone” Checco Zalone per proiezione a Belgrado del film “Quo vado?”

zalone_03BELGRADO. Checco Zalone e il suo ‘Quo Vado‘, il film sul posto fisso campione d’incassi in Italia, sono stati protagonisti a Belgrado di una serata di cinema tutta all’insegna della comicità.

Invitato dal locale Istituto italiano di cultura, in occasione di una rassegna dedicata a Ettore Scola, il comico pugliese – che era accompagnato dal regista Gennaro Nunziante – si è fermato a lungo prima della proiezione per interviste e foto ricordo.

«Quando mi hanno invitato qui a Belgrado ho pensato – chissà se i serbi capiranno la mia comicità, chissà se ce la farò davvero a uscire dai confini nazionali», ha detto Zalone alla stampa italiana.

«Nei giorni scorsi comunque alla proiezione del film a Parigi la gente rideva tanto… E stamane in aereo ho incontrato un ragazzo serbo che mi ha detto che i serbi…sono tutti come il Checco dell’Ufficio Caccia e Pesca del mio film…».

Secondo l’attore, altre proiezioni all’estero hanno funzionato, e il film è stato distribuito già in vari Paesi, come Spagna e Portogallo. ‘E in Norvegia? Il paese dove lei si reca nel film?’, gli chiediamo. «Ehh, in Norvegia non lo so», ci dice l’attore di Capurso. «So che lì la commedia non è così in voga, lì funziona di più il dramma…». E programmi futuri?

«Ora sono ancora in vacanza. Da settembre ci penserò. Domani torno dai miei genitori a Capurso…» Immediatamente prima della proiezione nella sede della Cineteca Jugoslava – alla quale hanno assistito l’ambasciatore d’Italia a Belgrado Giuseppe Manzo e il ministro della cultura serbo Ivan Tasovac – Checco Zalone e Gennaro Nunziante hanno voluto salutare a modo loro il numeroso pubblico in sala, composto sia da serbi che da italiani.

«Qui si mangia bene, ci sono belle ragazze, va tutto bene…tranne il caffè», ha detto scherzando Checco Zalone.

Secondo il regista Nunziante, «a Belgrado, insieme ai segni della sofferenza si nota anche una grande energia positiva. Ci sembra che sia una città che abbia una gran voglia di ripartire», ha detto il regista barese.

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