Da Simest novità sugli strumenti a sostegno dell’internazionalizzazione



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L’export e la competitività delle nostre imprese sui mercati esteri, soprattutto negli ultimi anni, rappresentano le leve di maggior successo per la crescita e lo sviluppo del sistema economico italiano.

Uno degli istituti del Sistema Italia che interviene a sostegno del processo di internazionalizzazione delle imprese – insieme a Sace e Agenzia ITA,MISE, MAE, Finest – è SIMEST.
L’attività principale di quest’ultimo istituto, controllata da novembre 2012 da Cassa Depositi e Prestiti, è erogare la liquidità necessaria per far fronte ad una serie di esigenze legate alle imprese che intendono avviare, espandersi o consolidare il loro percorso di crescita sui mercati internazionali.

Il suo intervento si inserisce in un contesto di sviluppo commerciale e produttivo ed i suoi prodotti supportano le imprese in varie fasi:

Ricercare ed individuare il Paese estero e le opportunità di businessattraverso lo Scouting delle opportunità nei Paesi Extra UE per le fasi iniziali.

Effettuare uno studio di prefattibilità, di fattibilità economico/finanziaria o di mercato attraverso un finanziamento a tasso agevolato (attualmente 0,50%) da restituire in 3 anni (di cui 1 di preammortamento). Il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo delle spese ammissibili (viaggi, trasferte, personale interno e consulenze) e può essere concesso, nei limiti del “de minimis”, e nel limite del 12,5% della media dei fatturati degli ultimi 3 esercizi, per un importo comunque non superiore a:

  • euro 100.000,00 per studi collegati ad investimenti commerciali;
  • euro 200.000,00 per studi collegati ad investimenti produttivi.

Avviare un programma di assistenza tecnica, sostenere spese relative alla formazione o addestramento del personale estero in loco attraverso un finanziamento a tasso agevolato (attualmente 0,50%) da restituire in 3 anni e 6 mesi (di cui 18 mesi di preammortamento). Il finanziamento può coprire fino al 100% dell’importo delle spese ammissibili (retribuzioni del personale interno, viaggi, trasferte e consulenze esterne) e può essere concesso, nei limiti del “de minimis” e nel limite del 12,5% della media dei fatturati degli ultimi 3 esercizi, per un importo comunque non superiore a euro 300.000,00.

Aprire uno showroom, un punto vendita, un magazzino o una rappresentanza stabile in un Paese Extra UE per lanciare propri prodotti o servizi: attraverso il un finanziamento a tasso agevolato (attualmente 0,50%) da restituire in 6 anni (di cui 2 di preammortamento). Il finanziamento può coprire fino al 85% dell’importo delle spese ammissibili (spese di gestione e funzionamento, spese per attività promozionali ed interventi vari) e può essere concesso, nei limiti del “de minimis” e nel limite del 25% della media dei fatturati degli ultimi 3 esercizi.

Partecipare a Fiera e Mostre su mercati Extra UE: attraverso un finanziamento a tasso agevolato (attualmente 0,50%) da restituire in 4 anni (di cui 2 di preammortamento). Il finanziamento può coprire fino al 85% dell’importo delle spese ammissibili (spese di gestione e funzionamento, spese per attività promozionali ed interventi vari) e può essere concesso, nei limiti del “de minimis” e nel limite del 12,5% della media dei fatturati degli ultimi 3 esercizi, per un importo comunque non superiore a:

  • euro 100.000,00 per PMI o aggregazioni di PMI riconducibili alla stessa proprietà;
  • euro 300.000,00 per aggregazioni di PMI riconducibili alla stessa proprietà.

Rigenerare la solidità patrimoniale delle imprese esportatrici: attraverso un finanziamento a tasso agevolato (attualmente 0,50%) da restituire in 7 anni (di cui 2 di preammortamento) se si rispettano i parametri di soglia o in un’unica soluzione dopo i 2 anni di preammortamento se i parametri non sono rispettati. Il finanziamento massimo concedibile é euro 300.000,00 nel limite del “de minimis” e nel limite del 25% del patrimonio netto dell’impresa richiedente.

Aprire o ampliare una unità produttiva in un Paesi extra UE attraverso l’intervento di Simest (in conto proprio e a valere sul Fondo di Venture Capital) nel capitale sociale dell’impresa estera fino ad un massimo del 49%. In tale operazione l’impresa italiana proponente può ottenere anche un contributo in conto interessi sul finanziamento bancario eventualmente richiesto per sottoscrivere la sua quota nel capitale sociale dell’impresa estera. L’agevolazione copre il 90% della quota di partecipazione italiana al capitale dell’impresa estera fino al 51% del capitale di quest’ultima. La partecipazione di Simest e del Fondo di Venture Capital dovranno essere riacquistate dall’impresa italiana entro 8 anni.

Aprire una unità produttiva in paesi UE compresa l’Italia per futuri progetti Extra UE: attraverso il Fondo di Start Up ossia far intervenire Simest nel capitale sociale dell’impresa da costituire o neo costituita (max 18 mesi) fino ad un massimo del 49%. La durata della partecipazione può variare da 2 a 4 anni (fino ad un massimo di 6 anni, qualora lo richieda la specificità del progetto). In questa operazione la Simest partecipa alla distribuzione degli utili.

Sviluppare investimenti produttivi, investire in innovazione e ricerca applicata in Italia o in UE: Simest può acquisire una partecipazione di minoranza (fino ad un massimo del 49%) nel capitale sociale dell’impresa italiana e/o loro controllate nell’UE, inclusa l’Italia. La durata massima della partecipazione è 8 anni.

Tale panoramica non esaustiva ha l’obiettivo di mostrare alcune delle possibilità attivabili sul mercato nazionale per richiedere liquidità ad un costo contenuto, seppur non immune da valutazioni sulla bancabilità delle aziende stesse e da richieste di garanzie bancarie, assicurative o di confidi convenzionati.
Un’importante novità di questi giorni nell’ambito dell’offerta degli strumenti a supporto dell’internazionalizzazione rientra la destinazione da parte di Simest di una quota del Fondo per la Crescita Sostenibile non assistita da garanzie che si affianca al Fondo 394/81 che gestisce direttamente per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Le risorse a disposizione destinate a questa finalità ammontano a 80 milioni di euro e saranno utilizzate per due degli strumenti agevolati elencati in precedenza a disposizione delle imprese:

• i programmi di inserimento sui mercati extra UE finalizzati al lancio e alla diffusione di nuovi prodotti e servizi a marchio italiano;
• la patrimonializzazione delle PMI esportatrici con l’obiettivo di migliorare e salvaguardare la solidità patrimoniale di queste imprese.

A entrambi i finanziamenti si potrà accedere con un’ ulteriore riduzione delle garanzie.

Per la Patrimonializzazione delle PMI esportatrici tutte le richieste possono essere ammesse ai benefici del Fondo per la crescita sostenibile, mentre per i Programmi di inserimento sui mercati extra UE le richieste devono essere finalizzate alla realizzazione del programma in un solo Paese di destinazione attraverso l’apertura di una sola struttura (un solo ufficio, un solo negozio o corner). Per quest’ultimo intervento resta ferma la possibilità di richiedere il finanziamento a valere sul solo Fondo 394/81.